magritte dipinge in versi. le parole sono il punto di partenza, la semiotica è la chiave della sua arte, logica e poetica allo stesso tempo. così mi ha rapita e commossa davanti a “la page blanche”.
fare un “festival sulla creatività” non sarà certo la cosa più originale del mondo ma forse è giusto così
perché, almeno così la penso io, l’originalità ha poco a che vedere con la creatività.
dimenticatevi le solite peregrinazioni attraverso una galleria d’arte chiedendovi se siete voi gli unici a non avere la minima idea ciò che state osservando
“un dipintore in roma il quale era di sozzi costumi, e andava sempre coi panni stracciati. questo dipintore non fece mai altri, che buono fosse nella sua arte, salvo il rappresentare i tavernisti e i giocatori, ovvero le cingare che guardavano la mano, ovvero i baronci et i fachini, e gli sgraziati, che si dormivano la notte per le piazze;
certo sembra un’affermazione forte, ma se a farla è stato un certo jasper jons, allora tutto assume contorni più reali.
XHTML 1.1 | CSS | 508 | Powered by Textpattern | Get Firefox