[...] cosa c’è dentro una scultura? modelliamo, tocchiamo, guardiamo l’involucro. la forma, altro non è che il pretesto per contenere l’essenza vitale dell’opera: il vuoto.
nel verde silenzio s’adagia la carne e lì lo sguardo rimane a fissarla fintanto che può reggerne l’orrore, solo un soffio prima che sopravvenga il naturale disgusto a rimuover verso l’altrove le pupille stanche. c’è il sangue, lo squarto, le interiora ma, fatto strano, la morte è assente dalla scena. tutto è compiuto, composto, arredato, ma l’anima è già scomparsa da tempo lasciando il suo viscerale souvenir. la morte arriva come la vita, inaspettata a volte.
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